Inaugurazione Martedì 21 luglio alle ore 17. La mostra comprenderà una selezione di opere di Giuseppe Barison, Aldo Bressanutti, Gianni Brumatti, Ugo Carà, John Corbidge, Tullio Crali, Enrico Cucek, Oreste Dequel, Edoardo Devetta, Fulvio Dot, Annamaria Ducaton, Marcello Dudovich, Leonor Fini, Ugo Flumiani, Ciro Garzolini, Giuseppe Miceu, G. Rondello, Livio Rosignano, Luigi Spacal, Nicola Sponza, Dyalma Stultus.
Aldo Bressanutti – La brocca bianca Annamaria Ducaton – La torre nel mio giardino Crali – Blocco di fiori G. Rondello – Laguna di GradoMarcello Dudovich – Passeggiata domenicale Piero Lucano – Casa carsica Ugo Flumiani – San Giusto Dyalma Stultus – Il mercato a MarinoCiro garzolini – Paesaggio montanoGianni Borta – Il girasole Tullio Crali – Barche futuriste Giuseppe Barison – MarinaGiuseppe Miceu – Barca John Corbidge – Canale del PonterossoLeonor Fini – RegardsGiorgio Celiberti – FioriLivio Rosignano – Gonna al vento Oreste Dequel – TorelloLivio Rosignano – La balera
Inaugurazione sabato 4 luglio 2026 alle ore 18 con la presentazione di Gabriella Dipietro.
Shirin Colla – Nautilus
Impulsi luminosi, tinte squillanti, forme geometriche, simboli matematici e tracce di paesaggi si intrecciano nella poetica della pittrice triestina Shirin Colla. L’artista dipinge seguendo un ritmo interiore che non conosce attese: quando il sentire diventa troppo grande per restare in silenzio, la sua mano si muove con urgenza, guidata da un’intuizione che precede ogni logica. I soggetti si dipanano sulla tela come rivelazioni improvvise, come necessità che emergono dal corpo e dall’anima. Il suo linguaggio visivo unisce culture, sensibilità e alfabeti diversi: colori vivaci dialogano tra loro in composizioni che tendono all’armonia, mantenendo un equilibrio istintivo… eppure attentamente percepito.
Shirin Colla – Love is how the world is made
Talvolta, inseriti in percorsi geometrici spontanei, compaiono animali che affiorano come apparizioni emotive, più che descrittive. Altre volte emergono formule o simboli matematici: frammenti di logica che diventano metafore dell’ordine nascosto del mondo, della bellezza, dell’armonia universale. Nella sua pittura, la matematica non è calcolo: è poesia dell’anima, riflessione, visione. Questa esposizione è paragonabile a un viaggio, non solo un percorso artistico, ma una vera immersione nelle forme e nelle cromie più vitali, alla ricerca della propria spiritualità, della propria armonia, della propria visione. Perché la pittura, per Shirin Colla, non descrive… apre a nuove emozioni. Gabriella Dipietro
Shirin Colla – Oniric realmShirin Colla – Jungle atmosphereShirin Colla – The kingdom of flowers (The separation of my parents)
Inaugurazione sabato 20 giugno alle ore 18 con la presentazione di Gabriella Dipietro
«Non ti sia grave il fermarti alcuna volta a vedere nelle macchie de’ muri, o nella cenere del fuoco, o nuvoli o fanghi, od altri simili luoghi, ne’ quali, se ben saranno da te considerati, tu troverai invenzioni mirabilissime», così scriveva nel XVI° secolo il grande Leonardo da Vinci. Le opere di Bruna Zazinovich sono strumenti di immaginazione, memoria, emozione. Raccontano un mondo fatto di suggestioni poetiche, colori e forme, che si trasformano in narrazioni intime e personali, aperte allo sguardo e alla sensibilità di chi le osserva. Un nome ricorre spesso quando l’artista parla della propria formazione, per quanto riguarda la pittura figurativa: quello del pittore Claudio Cosmini. Soprattutto un amico, ricordato con affetto per le sue qualità di Maestro d’Arte e per la profonda sensibilità. E’ stato grazie a lui che Bruna si è appassionata a questa avventura artistica, divenuta nel tempo un rifugio interiore, una forma di rinascita capace di aiutarla ad affrontare le inevitabili difficoltà della vita. Affascinata dalla pittura di Jackson Pollock, ha poi elaborato un linguaggio personale, che definisce Shape Dripping, ovvero, “forme gocciolanti”: utilizzando smalti a solvente, e strumenti semplici, quali cucchiai, bicchierini e contagocce, lei dosa e lascia colare il colore sulla superficie, creando composizioni equilibrate e armoniose, capaci di generare una spontanea sensazione di piacere visivo. In una sorta di pareidolìa, evocata dallo stesso Leonardo, ciascuno può riconoscere nelle sue opere immagini differenti: paesaggi, figure, tracce di storie che emergono dall’inconscio e dall’esperienza personale. È proprio questa capacità, di vedere oltre l’apparenza, che anima il lavoro di Bruna Zazinovich, lasciando a ogni visitatore la libertà di costruire un dialogo unico con l’Arte, la vita e la poesia. Una poesia che si rinnova ogni giorno e che l’artista traduce in immagini capaci di parlare al cuore e alla memoria. Gabriella Dipietro
Bruna Zazinovich – Vedere… con Fantasia – smalto ad olio su tela 40×40 – 2016Bruna Zazinovich – Vedere… con Fantasia – smalto ad olio su tela 40×40 – 2026Bruna Zazinovich – Vedere… con Fantasia – smalto su tela 100×70 – 2023
Bruna Zazinovic. Negli anni ‘90 inizia a dipingere sotto la guida del maestro Claudio Cosmini, con il quale approfondisce la tecnica della pittura a olio. Prediligendo il paesaggio e le nuvole, sua passione, a un certo punto sente il bisogno di esprimersi di più con il colore libero, e si innamora dello stile di Jackson Pollock, modificandolo però con l’utilizzo di smalti e vari oggetti. Chiama questo stile Sakj Dripping (sgocciolato agitato) titolandolo: Vedere con fantasia. Dal ‘94 inizia ad esporre, sia in mostre collettive che personali. Partecipa anche a concorsi dove si qualifica sempre, ricevendo coppe, targhe e medaglie anche d’oro, oltre che molte segnalazioni. Espone a Trieste, in regione, in campo nazionale ed internazionale: alla Galleria Rettori Tribbio, alla sala espositiva Hermetika, da Glam Art, Abu Art, alla Galleria Bernini, al Distretto militare (Trieste-Muggia), alla Sala Fittke, alla Sala Veruda presso Palazzo Costanzi, al Circolo Ufficiali, alla Camera di Commercio, presso la sede della Confartigianato, al Salone d’arte contemporanea, alla Casa della pietra di Aurisina, all’Art Gallery, al Circolo Marina di Muggia e di Trieste, al Circolo degli istriani, al Circolo Unicredit, al Circolo Assicurazioni Generali, al Magazzino 26 con il gruppo Rivel’Art, sul Pontone Ursus, all’Azienda di promozione turistica di Trieste e di Sistiana, alla Stazione di Campo Marzio, alla sede della Biblioteca statale, alla Biblioteca Quarantotti Gambini, al Circolo Maritani di Monfalcone, presso l’Atelier 53 Amebe, Donne al San Marco, a Trieste in Blu, a Next (città della scienza), alla sala Xenia, da Artesette, da Cornucopia, alla Sala del Giubileo e alla Biennale Internazionale Donna, all’Università di Lubiana, a Firenze, Monfalcone, Sgonico, Sistiana, Aurisina, Marghera, Conegliano, Cividale, Udine, Gorizia, San Daniele del Friuli, Torviscosa, Sappada, Rozzol, e recentemente ad Atene (Grecia) all’Ambasciata italiana e a Stoccarda per il Made in Italy. Partecipa a varie manifestazioni ex tempore. Annovera diverse Mostre Sacre, a Palazzo Vivante, alla Chiesa Madonna del Mare, all’Oratorio di via Besenghi, alla Chiesa di San Luigi, alla Chiesa di San Francesco a Muggia e al Palacongressi di Porto San Rocco.
Bruna-Zazinovich- Chioggia – olio su cartone telato 36×40 -1991Bruna Zazinovich – L’infinito – olio su tela 30×40 – 1998
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