Fulvio Dot
Cartoline dal futuro
Inaugurazione sabato 19 settembre 2026 alle ore 18

La mostra mette in dialogo le due anime più recenti della ricerca di Fulvio Dot. Da un lato le architetture: paesaggi urbani logorati dal tempo e dall’overtourism, tenuti insieme – letteralmente – da spaghi e cuciture posticce, come pacchetti fragili che rischiano di sfaldarsi da un momento all’altro. Dall’altro la natura, boschi e tronchi che si ergono su fondi scuri e densamente lavorati, dove il bianco della corteccia emerge come unica luce possibile. E in mezzo, implicita, una sola domanda: come si salva ciò che resta da salvare?
Ad accomunare i due percorsi spicca la totale assenza della figura umana. Eppure l’uomo c’è: si intuisce nei codici a barre, nei simboli dei social, nei graffiti che punteggiano le facciate come moderni geroglifici di un’epoca che affida ai segni ciò che non sa più dire a parole. La tecnologia diventa decorazione, e la decorazione diventa critica: al degrado, alla disumanizzazione, a un mondo che consuma i propri paesaggi più in fretta di quanto riesca a custodirli.
Eppure, non tutto è perduto. La speranza, Dot, la affida a un filo rosso. Un filo che unisce gli alberi in un abbraccio che parla di connessioni. Un elemento nato per ragioni puramente compositive che ha finito, poco a poco, per trasformarsi in monito: se non impariamo a conservare gli spazi che abbiamo, dovremo un giorno ricorrere alla tecnologia per ricostruire la bellezza che abbiamo lasciato sfiorire.























